Nonostante la crescente varietà dei display – molti dei quali offrono un’esperienza di alta qualità e risoluzione eccezionalmente elevata – la tecnologia è rimasta sostanzialmente piatta e bidimensionale. Tutto ciò potrebbe iniziare a cambiare, tuttavia, poiché progressi come la televisione 3D, le console di realtà virtuale e la realtà aumentata stanno offrendo ai consumatori un’esperienza visiva più ricca e coinvolgente.

Gli smartphone e altri dispositivi touchscreen mobili, tuttavia, sono stati una storia diversa. Amazon, ad esempio, ha tentato in precedenza di incorporare una tecnologia simile al 3D con il rilascio del telefono “Fire” che ha subito un flop. Nel frattempo, altri sforzi non sono riusciti a prendere piede poiché gli sviluppatori devono ancora capire come integrare perfettamente gli effetti 3D con l’interfaccia touchscreen più intuitiva e familiare.

Ciò nonostante, ciò non ha scoraggiato alcuni operatori del settore dal promuovere il concetto di telefono olografico. I display a ologramma utilizzano la diffrazione della luce per proiettare un’immagine tridimensionale virtuale degli oggetti. Ad esempio, diverse scene della serie di film di Star Wars mostravano personaggi che apparivano come proiezioni olografiche in movimento.

Startup, ricercatori e investitori sono tra quelli che sperano di trasformare in realtà gli “holophone”. L’anno scorso, gli scienziati dell’Human Media Lab della Queen’s University nel Regno Unito hanno dimostrato una nuova tecnologia olografica 3D chiamata “Holoflex”. Il prototipo presentava anche un display flessibile che consentiva agli utenti di manipolare gli oggetti piegando e torcendo il dispositivo.

Più recentemente, il produttore di fotocamere digitali RED ha annunciato che aveva in programma il debutto del primo telefono olografico disponibile in commercio al mondo a un prezzo iniziale di circa $1.200. Startup come Ostendo Technologies, insieme a player affermati come HP hanno anche progetti di visualizzazione di ologrammi in cantiere.